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10 November 2013

'Via Gluck, un bene da tutelare' La giunta chiede il vincolo paesaggistico

Insieme con l'area dell'ex ospedale psichiatrico Paolo Pini, il quartiere Qt8 e il Villaggio dei Fiori.

Corriere della Sera - (Italy) [Feature]

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La casa natale di Adriano Celentano in via Gluck

Vincolo paesaggistico per via Cristoforo Gluck, l'area dell'ex ospedale psichiatrico Paolo Pini, il quartiere Qt8 e il Villaggio dei Fiori. Quattro luoghi-simbolo di Milano che, secondo l'amministrazione, meritano di essere tutelati come "aree di notevole interesse pubblico". La giunta di Palazzo Marino ha deciso venerdì di chiederne la tutela alla Direzione regionale dei Beni culturali in quanto 'complessi di cose immobili che compongono un caratteristico aspetto avente valore estetico e tradizionale'. La scelta, annunciata dal vicesindaco e assessore all'Urbanistica Lucia De Cesaris, è stata fatta con la volontà di assicurare "la tutela architettonica, del disegno urbano e del paesaggio di quartieri storici che rappresentano luoghi di forte identità per la città.

'NATO PER CASO IN VIA GLUCK' - La prima area riguarda quell'angolo di vecchia Milano cantato da Adriano Celentano ne 'Il ragazzo della via Gluck", nella zona nord del capoluogo lombardo, dietro la Stazione centrale. Sarà anche un "omaggio all'uomo che ha legato a quel luogo la sua nascita e la sua crescita, una personalità che con particolare sensibilità ha dimostrato attenzione al territorio', come ha spiegato il vicesindaco e assessore all'Urbanistica Lucia De Cesaris. "Celentano è nato lì e ha cantato le caratteristiche identitarie e storiche di quel quartiere, il modo di essere di Milano - ha detto De Cesaris - in quel periodo. C'è ancora qualcosa in quel luogo che può essere salvaguardato". Di qui la scelta della giunta per la via Cristoforo Gluck, fra viale Lunigiana e via Bruschetti, dove "si può riconoscere il nucleo abitativo originario di quel brano di città dei primi anni del Novecento, significativa testimonianza storico-culturale - si legge nelle motivazioni della richiesta - dello sviluppo insediativo della periferia milanese strettamente collegato alla crescita industriale del periodo".

NON E' STATO INTERPELLATO - Inoltre, per iniziativa di alcune associazioni e del Consiglio di Zona 2, al civico 14, dove il cantante è nato, verrà posta una targa, concordata con Claudia Mori, con alcuni versi del testo presentato al Festival di Sanremo del 1966. 'Non abbiamo sentito Celentano in questa fase - ha spiegato De Cesaris - perché è una celebrità e se lo si cerca è di fatto perché se ne vuole il sostegno. Noi volevamo dare una risposta, fare una cosa in cui crediamo, non mettere una bandierina. Ci piacerebbe di più coinvolgerlo a fine progetto e se poi ci sostiene è perché è libero di farlo'. Celentano, appresa la decisione, si è detto contrario: 'Oggi è una delle vie più brutte d'Italia'.

LE ALTRE AREE - Accanto a via Gluck, l'iniziativa del Comune - sulla quale è competente in ultima istanza la Direzione regionale per i Beni Culturali - ha riguardato anche il Villaggio dei fiori, nato in risposta alla richiesta di alloggi di emergenza e temporanei in grado di ospitare gli sfollati delle distruzione belliche; il quartiere dell'VIII Triennale (QT8), "quartiere modello" esito di tre successivi piani urbanistici, sin dall'inizio innovativo progetto pilota; e infine l'ex ospedale Paolo Pini, insediamento che compenetra costruzioni e verde e che rappresenta una prima "cittadella satellite" di Milano. 'Non dobbiamo pensare al vincolo come qualcosa che bloccherà l'evoluzione di queste aree, ma come qualcosa che ne conservi il nucleo identitario anche nelle future trasformazioni. Chiediamo il riconoscimento di alcune caratteristiche che non possono essere modificate'. Il vicesindaco e assessore all'Urbanistica ipotizza che dall'avvio del processo alla effettiva decisione della direzione Beni Culturali passi "almeno un anno". Nel fra [Esplora il significato del termine: "NATO PER CASO IN VIA GLUCK" - La prima area riguarda quell'angolo di vecchia Milano cantato da Adriano Celentano ne 'Il ragazzo della via Gluck', nella zona nord del capoluogo lombardo, dietro la Stazione centrale. Sarà anche un 'omaggio all'uomo che ha legato a quel luogo la sua nascita e la sua crescita, una personalità che con particolare sensibilità ha dimostrato attenzione al territorio', come ha spiegato il vicesindaco e assessore all'Urbanistica Lucia De Cesaris. 'Celentano è nato lì e ha cantato le caratteristiche identitarie e storiche di quel quartiere, il modo di essere di Milano - ha detto De Cesaris - in quel periodo. C'è ancora qualcosa in quel luogo che può essere salvaguardato'. Di qui la scelta della giunta per la via Cristoforo Gluck, fra viale Lunigiana e via Bruschetti, dove 'si può riconoscere il nucleo abitativo originario di quel brano di città dei primi anni del Novecento, significativa testimonianza storico-culturale - si legge nelle motivazioni della richiesta - dello sviluppo insediativo della periferia milanese strettamente collegato alla crescita industriale del periodo'. NON E' STATO INTERPELLATO - Inoltre, per iniziativa di alcune associazioni e del Consiglio di Zona 2, al civico 14, dove il cantante è nato, verrà posta una targa, concordata con Claudia Mori, con alcuni versi del testo presentato al Festival di Sanremo del 1966. 'Non abbiamo sentito Celentano in questa fase - ha spiegato De Cesaris - perché è una celebrità e se lo si cerca è di fatto perché se ne vuole il sostegno. Noi volevamo dare una risposta, fare una cosa in cui crediamo, non mettere una bandierina. Ci piacerebbe di più coinvolgerlo a fine progetto e se poi ci sostiene è perché è libero di farlo'. Celentano, appresa la decisione, si è detto contrario: 'Oggi è una delle vie più brutte d'Italia'. LE ALTRE AREE - Accanto a via Gluck, l'iniziativa del Comune - sulla quale è competente in ultima istanza la Direzione regionale per i Beni Culturali - ha riguardato anche il Villaggio dei fiori, nato in risposta alla richiesta di alloggi di emergenza e temporanei in grado di ospitare gli sfollati delle distruzione belliche; il quartiere dell'VIII Triennale (QT8), 'quartiere modello' esito di tre successivi piani urbanistici, sin dall'inizio innovativo progetto pilota; e infine l'ex ospedale Paolo Pini, insediamento che compenetra costruzioni e verde e che rappresenta una prima "cittadella satellite" di Milano. 'Non dobbiamo pensare al vincolo come qualcosa che bloccherà l'evoluzione di queste aree, ma come qualcosa che ne conservi il nucleo identitario anche nelle future trasformazioni. Chiediamo il riconoscimento di alcune caratteristiche che non possono essere modificate'. Il vicesindaco e assessore all'Urbanistica ipotizza che dall'avvio del processo alla effettiva decisione della direzione Beni Culturali passi 'almeno un anno'. Nel fra] ttempo, sulle quattro aree si apre un periodo di salvaguardia.

LA POLEMICA - Sull'area dell'ex Paolo Pini, però, la Provincia ha presentato da tempo un progetto di housing sociale. Da qui la reazione dell'assessore provinciale alla Pianificazione territoriale Franco De Angelis: 'Sulle aree di proprietà della Provincia lo stesso Pgt, varato da Palazzo Marino, conferma la possibilità di effettuare interventi di natura edilizia. In tal senso, ribadisco la volontà di Palazzo Isimbardi di procedere con la realizzazione del Piano di housing sociale nella logica concordata con l'assessore all'Urbanistica, Ada Lucia De Cesaris, di riconsiderare il progetto insieme con i cittadini e le associazioni. Mi riservo, tuttavia, di predisporre ulteriori verifiche di carattere giuridico in merito alla decisione assunta dal Comune'.

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